Continuano tagli di gas russo all’Italia e cresce preoccupazione

Che ora ci sia davvero da preoccuparsi? Il tanto evocato taglio delle forniture di gas russo come conseguenza dell’appoggio di Ue e Nato all’Ucraina nella guerra contro la Russia potrebbe essere realtà. La Federazione Russa ha deciso di alzare molto il livello della tensione anche con l’Italia e per il terzo giorno consecutivo ha tagliato le forniture gas rispetto al fabbisogno stimato. L’Eni ha fatto sapere che, a fronte di una richiesta giornaliera di gas russo di 63 milioni di metri cubi, Gazprom fornirà solo il 50%.

Un taglio di gas russo che aumenta sempre di più

Insomma, la Russia alza l’asticella e dopo un primo taglio di gas pari al 15% ne è seguito un secondo del 35%. Ora la riduzione è arrivata al 50% e molti pensano che le cose andranno sempre peggio. Mosca ha tolto il gas russo anche a Polonia, Bulgaria e Finlandia e ora si concentra su Germania, Austria e Italia. In molti ora si chiedono se il gas che ancora arriva sarà sufficiente a garantire le richieste delle imprese.

Continuano i tagli di gas russo all'Italia e cresce la preoccupazione
Il taglio di gas russo continua mettendo l’Italia in allarme crescente.

Preoccupazioni per lo stoccaggio gas

Ci sono perplessità anche riguardo allo stoccaggio nei depositi dal momento che ora sarebbero pieni solo al 54,1%. L’Italia si trova in una situazione di pre-allarme circa il gas russo e si tratta del primo di tre step. Per ora si tratta solamente di un monitoraggio attento della situazione ma se le cose non dovessero risolversi si passerà al secondo step: lo stato d’allarme. Il terzo e ultimo step è invece quello dell’emergenza vera e propria.

Se fosse dichiarato lo stato di emergenza potrebbero essere varate delle misure che comprendono l’utilizzo dello stoccaggio strategico e limitazioni della fornitura per alcune imprese.
Lo stato di pre-allarme che ha fatto seguito questa interruzione parziale del gas è una misura solo cautelare.

Con questa misura si avvia in sostanza il riempimento dello stoccaggio anticipato. Ufficialmente comunque Mosca ha deciso questo taglio di russo non come rappresaglia per l’attivismo italiano pro Kiev, bensì per una presunta mancanza di pezzi di ricambio per il Nord Stream 1 per la manutenzione dei gasdotti. E la sensazione è che ora un blocco totale dell’esportazione gas russo verso l’Italia possa essere uno scenario concreto.

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