HomeEconomiaL'inflazione in Nigeria: tra sussidi rimossi e svalutazione

L’inflazione in Nigeria: tra sussidi rimossi e svalutazione

L’instabilità economica e la crescita dei prezzi rappresentano sfide che toccano direttamente la vita delle persone. La Nigeria, come evidenziato dal recente rapporto sull’Indice dei Prezzi al Consumo di settembre 2023 rilasciato dall’Ufficio Nazionale di Statistica (NBS), sta attraversando un periodo di inflazione acuta.

Il report dell’NBS ha rivelato che l’inflazione di settembre 2023 ha registrato un incremento dello 0,92% rispetto al mese di agosto dello stesso anno. In numeri, l’inflazione ha toccato il 26,72% a settembre, in aumento rispetto al 25,80% di agosto. Se confrontiamo questi dati con quelli di settembre 2022, quando l’inflazione era al 20,77%, notiamo un balzo annuale del 5,94%.

Ancora più allarmante è la situazione dell’inflazione legata al settore alimentare. A settembre, ha raggiunto un picco del 30,64%, in crescita del 7,30% rispetto al 23,34% dello stesso mese dell’anno precedente.

Ma cosa sta alimentando questa spirale inflazionistica? Due fattori emergono come principali responsabili: la decisione di eliminare i sussidi sul carburante e la svalutazione del Naira, la valuta nigeriana.

Il Presidente Bola Tinubu, nel suo discorso di insediamento del 29 maggio, ha annunciato l’abolizione del sussidio sul carburante.

Parallelamente, il Naira ha subito una svalutazione drastica, perdendo il 50% del suo valore sia nei mercati ufficiali che paralleli. Questo cambiamento è scaturito dalla decisione della Banca Centrale della Nigeria di consolidare le diverse finestre di cambio nel mercato I&E.

In sintesi, la Nigeria si trova di fronte a un’escalation inflazionistica che incide profondamente sul quotidiano dei suoi abitanti. Per il governo nigeriano, diventa cruciale tenere sotto controllo l’evoluzione economica, intervenendo con azioni mirate per ristabilire l’equilibrio e garantire il benessere della popolazione.


L’abolizione del sussidio sul carburante, pur essendo una mossa strategica per ridurre il debito nazionale, ha avuto ripercussioni immediate sui cittadini comuni. I trasporti, essendo direttamente legati al costo del carburante, hanno visto un aumento dei prezzi, influenzando a cascata altri settori come l’agricoltura e la distribuzione. I contadini, ad esempio, hanno dovuto affrontare costi più elevati per trasportare i loro prodotti ai mercati, e questi costi aggiuntivi si sono riflessi sui prezzi finali dei prodotti alimentari.

La svalutazione del Naira ha ulteriormente complicato la situazione. Importare beni è diventato più costoso, e molte aziende nigeriane, che dipendono dalle importazioni per le loro materie prime, hanno dovuto aumentare i prezzi per compensare. Questo ha portato a una diminuzione del potere d’acquisto dei cittadini, rendendo la vita quotidiana ancora più difficile.

Molti nigeriani ora si trovano a dover fare scelte difficili ogni giorno. Le famiglie devono decidere quali beni e servizi possono permettersi e quali no. La crescente inflazione ha anche portato a proteste e manifestazioni in diverse parti del paese, con i cittadini che chiedono al governo di intervenire e stabilizzare l’economia.

Il governo, riconoscendo la gravità della situazione, sta cercando soluzioni. Si stanno considerando diverse strategie, come l’introduzione di nuovi sussidi o la rinegoziazione del debito estero. Ma qualsiasi azione venga intrapresa, è essenziale che si agisca rapidamente. La stabilità economica non è solo una questione di numeri e percentuali; riguarda la vita reale delle persone e il loro futuro.

Luisa Mirella
Luisa Mirella
Mi chiamo Luisa Mirella, sono nata e cresciuta a Bologna e sono appassionata da sempre di cronaca e mondo dello spettacolo. L’informazione è il mio pane quotidiano e, dopo essermi laureata, ho iniziato subito lavorare in questo settore! I miei hobby sono, quando ho tempo, portare fuori il mio cane e viaggiare in giro per l’Italia!
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