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FMI rivela: il 40% dei lavori scomparirà per colpa dell’AI. Sei in pericolo?

In un mondo in costante evoluzione tecnologica, l’avanzamento dell’intelligenza artificiale (IA) sta trasformando radicalmente il paesaggio lavorativo, delineando un futuro in cui alcune professioni potrebbero divenire obsoleti. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), un’istituzione di cruciale importanza per l’economia globale, ha recentemente messo in luce una serie di lavori che potrebbero trovarsi sull’orlo dell’estinzione a causa dell’implacabile marcia dell’automazione e dell’IA.

Al centro della scena si trovano i lavori ripetitivi e a bassa qualifica, i quali per loro stessa natura sono più suscettibili all’automazione. Operai d’assemblaggio, impiegati di biblioteca e cassieri sono esempi emblematici di ruoli che potrebbero essere facilmente sostituiti da macchine intelligenti capaci di eseguire compiti standardizzati con maggiore efficienza e minori costi.

Nel dettaglio, l’operatore d’assemblaggio, colui che con precisione millimetrica e ripetitività quotidiana posiziona componenti e svolge mansioni produttive, potrebbe presto essere surclassato da bracci robotici altamente specializzati. Questi ultimi sono in grado di lavorare ininterrottamente, senza la necessità di pause o benefici legati all’occupazione umana, e con un livello di precisione inarrivabile per l’uomo.

Gli impiegati di biblioteca, custodi del sapere cartaceo, potrebbero ugualmente assistere a una drastica riduzione nell’esigenza del loro mestiere, dato che sistemi informatizzati e algoritmi di IA stanno già facilitando la gestione, la catalogazione e la ricerca di materiali con una velocità e un’accuratezza senza precedenti.

Analogamente, i cassieri nei supermercati e nei negozi al dettaglio, che un tempo erano la faccia umana dell’esperienza d’acquisto, stanno cedendo il passo alle casse automatiche e ai sistemi di self-checkout, che riducono le file e i tempi d’attesa, e offrono ai consumatori moderne esperienze di acquisto più fluide e personalizzabili.

Un altro campo interessato dall’avanzata dell’IA è quello dei servizi al cliente, con centralinisti e operatori di call center che stanno già vedendo i loro posti di lavoro minacciati da sofisticati bot conversazionali, capaci di interagire con i clienti, risolvere problemi e rispondere a domande con un livello di naturalezza sempre più convincente.

Il trasporto su strada è un altro settore a rischio. Autotrasportatori e conducenti di taxi, la cui abilità nel navigare il traffico e consegnare merci e passeggeri a destinazione, potrebbero ben presto trovarsi in competizione con veicoli autonomi che promettono di rivoluzionare la logistica, riducendo costi e incidenti stradali.

Nonostante questo scenario possa evocare una certa inquietudine tra la forza lavoro, è importante sottolineare che l’avvento dell’IA non è necessariamente un presagio di sciagure lavorative. Al contrario, l’automazione può anche essere vista come una forza catalizzatrice per la creazione di nuovi lavori, richiedendo competenze avanzate e promuovendo la formazione in campi emergenti come l’analisi dei dati, l’ingegneria del software e la sicurezza informatica.

In sintesi, l’era dell’intelligenza artificiale è all’orizzonte e, con essa, si profila una trasformazione significativa del mercato del lavoro. Nonostante i timori di un potenziale declino occupazionale, è altresì possibile che si aprano nuove opportunità di crescita e sviluppo professionale, a patto che lavoratori e istituzioni si preparino adeguatamente ad accogliere e gestire questo cambiamento epocale.

Matteo Orilandi
Matteo Orilandi
Mi chiamo Matteo, sono del 1974 e la musica è il centro della mia vita. Mi occupo principalmente di traduzione e interpretariato, ma nel tempo libero mi piace tantissimo seguire il mondo dello spettacolo e dello sport. Vivo a Roma, in compagnia della mia partner e del nostro gatto Romeo!
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