HomeCronaca90 secondi al disastro: il sinistro avvertimento del Doomsday Clock 2024

90 secondi al disastro: il sinistro avvertimento del Doomsday Clock 2024

La lancetta inesorabile del tempo scivola verso un orizzonte cupo, mentre l’umanità, sospesa in un silenzio denso di trepidazione, contempla la metaforica ora del proprio destino. Il Doomsday Clock, il simbolo più tangibile della nostra imminente rovina collettiva, segna adesso un tempo di terribile presagio: 90 secondi alla mezzanotte, il punto di non ritorno, l’incipit dell’apocalisse.

Il Bullentin of the Atomic Scientists, il consesso d’élite di menti brillanti che si erge come custode di questa orologio simbolico, ha fissato per il 2024 la fatidica lancetta più vicina al punto finale che mai si fosse addentrata nel passato. La fine del mondo, si potrebbe dire, non è mai stata così vicina.

La tensione è palpabile, il respiro del mondo sembra sospeso in attesa di un verdetto che già conosce, ma che non riesce a digerire. L’accelerazione verso l’abissale mezzanotte è stata attribuita a un’escalation di eventi che hanno gettato ombre oscure sull’orizzonte della sopravvivenza umana: cambiamenti climatici che avanzano inesorabili, minacce nucleari che si rinnovano con una frequenza allarmante, pandemie che solcano il globo con la loro scia di incertezza e morte.

Il cambiamento climatico, un tempo sottovalutato come una minaccia remota, oggi si manifesta con una presenza tanto inquietante quanto tangibile. Incendi che divampano con un ardore devastante, uragani che si abbattono con una forza distruttiva mai vista, inondazioni che cancellano città e speranze; gli avvertimenti della natura sono chiari e la loro escalation induce a una riflessione agghiacciante.

Le armi nucleari, quelle spade di Damocle sospese sul capo di ogni abitante del pianeta, non hanno smesso di minacciare la pace mondiale. La proliferazione nucleare, i trattati disattesi, gli arsenali che si espandono con una logica autodistruttiva, sono tutti segnali di un impegno umano che sembra barcollare sul filo di un abisso senza fondo.

Le pandemie, con il loro carico di morte e sofferenza, hanno svelato l’illusione di una sicurezza sanitaria considerata scontata. Il COVID-19 è stato solo l’antipasto di un banchetto di incertezze, una premessa che ha scosso le fondamenta della salute pubblica lasciando intravedere quante altre sfide potrebbero attendere dietro l’angolo.

In questo scenario, la responsabilità si fa collettiva, eppure l’umanità sembra procedere con una divisione interna che non presagisce nulla di buono. Le tensioni geopolitiche, la polarizzazione politica, la disuguaglianza sociale, sono tutte crepe nel muro della civiltà che rischiano di crollare sotto il peso dei conflitti.

Il Doomsday Clock non è semplicemente un orologio, è un monito, una sveglia che suona incessante per ricordare che il tempo per agire è adesso. L’appello è a una mobilitazione globale, un risveglio collettivo alla realtà che ci attende se non saranno prese decisioni coraggiose e condivise.

La fine del mondo non deve essere un destino ineluttabile. Le lancette possono ancora essere spostate all’indietro, ma richiede un’azione congiunta e decisa. È l’ora di una scelta, l’ora di dimostrare che l’umanità può essere padrona del proprio destino. La mezzanotte è vicina, ma non è ancora arrivata.

Giovanna Alteri
Giovanna Alteri
Ho 31 anni e sono laureata. La mia principale passione è la politica, si tratta di un argomento troppo importante nella vita di tutti noi per non prestarle la massima attenzione! Vivo a Milano e, quando non scrivo, lavoro part time come dog-sitter!
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