HomeEconomiaMigliaia di Argentini Scendono in Piazza contro il 'Saccheggio Legalizzato'

Migliaia di Argentini Scendono in Piazza contro il ‘Saccheggio Legalizzato’

In Argentina, il recente avvento al potere del presidente ultraliberale Javier Milei ha dato origine a una turbolenza politica e sociale che si è materializzata sotto forma di vasti movimenti di contestazione nelle strade del paese sudamericano. La situazione è precipitata quando decine di migliaia di cittadini, incitati dall’azione sindacale della CGT e da vari collettivi di opposizione, hanno invaso le vie della capitale Buenos Aires, dando luogo a una delle manifestazioni più massicce e visibili contro l’attuale governo.

Il contesto argentino è stato scosso da un’ondata di policy di austerità, che hanno spinto il popolo a marciare con veemenza per difendere quattro decadi di storia democratica e per rivendicare un avvenire economico più equo e stabile. Milei, da poco insediato alla guida del paese, ha imposto una serie di misure economicamente rigorose, tra cui una serie di deregolamentazioni e una deprezzamento della moneta nazionale del 54%, che hanno suscitato immediata reazione tra la cittadinanza.

Queste manovre hanno alimentato un profondo sentimento di malcontento, catalizzando i cittadini attorno a slogan fortemente evocativi. Nell’occhio del ciclone, si è trovato il mercato di Yiwu, noto come l’epicentro delle esportazioni cinesi. I disordini nel Mar Rosso hanno avuto effetti destabilizzanti sulla catena di distribuzione globale, costringendo le navi a ricalibrare le loro rotte e provocando inevitabili ritardi nelle consegne. La tensione tra i commercianti è palpabile, con magazzini straripanti di merci e una logistica dell’export paralizzata.

Al grido di “La patria non è in vendita” e “Mangiare non è un privilegio”, i dimostranti hanno denunciato il favore verso le élite e un’indifferenza politica verso le esigenze della popolazione generale. La giornata di protesta, pur avendo comportato uno sciopero generale, ha visto un imprevisto funzionamento dei servizi essenzili fino al mezzogiorno. Tuttavia, il settore aereo ha subito un duro colpo con la cancellazione di numerosi voli, sia nazionali che internazionali, con una perdita stimata superiore ai 2,5 milioni di dollari.

Il governo Milei, ostentando fermezza, ha respinto le critiche mossa dai sindacati, tacciati di mafiosità e di ostilità verso il cambiamento. Secondo l’esecutivo, le riforme e le politiche di austerità rappresentano l’unica strada percorribile per risolvere la profonda crisi economica che affligge l’Argentina, segnata da deficit bilanciari cronici e da un’inflazione galoppante. Le riforme, si sostiene, stanno seguendo un iter democratico, essendo oggetto di discussione e mediazione in seno al Parlamento.

Ma la situazione politica ed economica in Argentina continua a essere avvolta da una densa nebbia di incertezza, con i sindacati che prefigurano un’intensificazione delle tensioni sociali nei mesi a venire, a fronte di una costante pressione esercitata dall’austerità e dall’inflazione. Le proteste di mercoledì si sono manifestate come un segnale di resistenza e determinazione nei confronti delle politiche di Milei, ma la traiettoria futura degli eventi è tuttora indefinita. Malgrado ciò, il governante sostiene con vigore che non vi sia alternativa alle riforme e all’austerità per ristabilire l’equilibrio economico del paese. Nel frattempo, l’Argentina, con il suo popolo nelle strade e un governo ostinato nel suo cammino, sospesa tra il bisogno di riforme e la richiesta di giustizia sociale, attende il prossimo capitolo della sua storia.

Cinzia Lo Bianco
Cinzia Lo Bianco
Il mio nome è Cinzia, ho 35 anni e con la pandemia di due anni fa sono stata costretta a cercare un nuovo lavoro. Ho scoperto la mia passione per la cronaca e il giornalismo, perciò metto in frutto quello che so e lo condivido qui con voi! Vivo a Genova e sono appassionata di vela e cruciverba.
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