HomeEconomiaFine dell'era del gas russo in Europa: prospettive e sfide

Fine dell’era del gas russo in Europa: prospettive e sfide

L’Unione Europea (UE), con assoluta determinazione, si avvia verso un mutamento significativo nella sua politica energetica, mirando a interrompere il flusso di gas naturale proveniente direttamente dai gasdotti della Federazione Russa entro la fine dell’anno in corso. Si tratta di una svolta epocale che non preannuncia, comunque, un completo distacco dalle risorse energetiche russe: il gas naturale liquefatto (GNL) dalla Russia continuerà a raggiungere il suolo europeo.

La commissaria europea per l’Energia, Kadri Simson, in una conferenza stampa che ha segnato la chiusura di un Consiglio dell’UE denso di discussioni, ha annunciato questa decisione che rispecchia la volontà di Bruxelles di non rinnovare il contratto di transito del gas russo attraverso l’Ucraina. Questo contratto, stretto tra Mosca e Kiev nel 2019, giungerà al termine il 31 dicembre, e non verrà prolungato.

Le importazioni di gas russo nell’UE hanno già visto un calo significativo, passando dal 24% del totale nel 2022 al 15% nel 2023. Questa flessione è il risultato diretto dell’attuazione del programma “RePowerEu”, un’iniziativa che ha avuto come scopo quello di diversificare le fonti energetiche dell’UE. Il beneficio di tali azioni è stato un apprezzabile abbassamento dei prezzi del gas all’interno del mercato europeo.

Il contesto energetico europeo è stato ulteriormente turbato dalla chiusura del Nord Stream, il noto gasdotto che ha visto interruzione delle forniture da parte di Mosca nel 2022 per ragioni tecniche, per poi essere definitivamente compromesso a causa di atti di sabotaggio. Nonostante ciò, i paesi europei non hanno smesso di ricevere idrocarburi russi, sia attraverso il gasdotto che attraversa l’Ucraina sia sotto forma di GNL. Tuttavia, Simson ha sottolineato che le importazioni di GNL dalla Russia sono rimaste sostanzialmente invariate, attestandosi a 18 miliardi di metri cubi, generando preoccupazione intorno alla possibilità che la Russia possa tentare di compensare i cali delle forniture di gasdotto con un incremento nelle esportazioni di GNL.

Nonostante l’UE esprima una forte volontà di allontanarsi dall’energia russa, vi sono membri come l’Austria che continuano a dipendere in modo significativo dagli idrocarburi russi e stanno affrontando difficoltà a scovare fonti alternative affidabili. Di fronte a queste sfide, i Ventisette hanno deciso di insistere sulla via della riduzione dei consumi, puntando a una diminuzione di almeno il 15% rispetto al consumo medio del periodo 2017-2022.

La recente decisione del Consiglio dell’UE di prorogare tale impegno fino al 31 marzo 2025 ha lo scopo di preservare la sicurezza dell’approvvigionamento e di mitigare la volatilità dei prezzi nel lungo periodo. Questa proroga rappresenta il secondo rinnovo dall’adozione di tale misura, introdotta inizialmente nel 2022 come risposta d’emergenza alla crisi energetica scaturita dall’invasione russa dell’Ucraina.

Sebbene i passi in avanti siano evidenti, con gli stoccaggi di gas dell’UE al 62% della capacità, i mercati globali del gas appaiono ancora tesi e gli Stati membri rimangono consapevoli della loro vulnerabilità a potenziali shock inattesi. La persistente necessità di vigilanza e la capacità di reagire con prontezza alle sfide emergenti restano pilastri della strategia europea nel complesso e sempre mutevole scenario energetico globale.

Luisa Mirella
Luisa Mirella
Mi chiamo Luisa Mirella, sono nata e cresciuta a Bologna e sono appassionata da sempre di cronaca e mondo dello spettacolo. L’informazione è il mio pane quotidiano e, dopo essermi laureata, ho iniziato subito lavorare in questo settore! I miei hobby sono, quando ho tempo, portare fuori il mio cane e viaggiare in giro per l’Italia!
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